Israele e Iran alla guerra degli hacker.

Israele e Iran alla guerra degli hacker.

I dati di 4000 carte di credito appartenenti a cittadini iraniani sono stati messi online da un gruppo hacker israeliano. Si fa chiamare “Nuclear Group” e non è il solo movimento attivo in quella che sembra una piccola guerra tra hacker filo-israeliani e filo-arabi. Un altro gruppo chiamato “IDF Team” lo scorso 26 gennaio sarebbe riuscito a disattivare temporaneamente la pagina in lingua inglese della tv di Stato iraniana e quella del Ministero della Salute. La stampa locale riporta che l’attacco sarebbe avvenuto intorno alle 16.30, ora israeliana. E una decina di giorni fa sarebbe toccato ai siti web delle quotazioni dei titoli saudita e degli emirati arabi.

A detta degli stessi autori si tratterebbe di una ritorsione. Nei giorni precedenti gruppi hacker filo-arabi si sono resi protagonisti di un’altra serie di attacchi. Nella lista dei siti temporaneamente danneggiati figurano quello della compagnia aerea israeliana El Al (che viene colpito per la seconda volta), il sito web del quotidiano Ha’aretz in lingua ebraica, quello di una compagnia di autobus, del Festival del cinema israeliano e quello della Borsa di Tel Aviv.

Al posto della normale homepage sono comparsi slogan come “Palestina libera, morte a Israele”.

E’ stato lo stesso Ha’aretz ad annunciare che il sito era stato colpito da gruppi che si identificano su twitter come @AnonPS ovvero Anonymous Palestine. Il giorno dopo però sempre su twitter sono arrivate le scuse “@haaretzprint ci dispiace, non sapevamo che Ha’aretz è un buon giornale, ci scusiamo di quanto accaduto e faremo in modo che non si ripeta in futuro”.

Nell’ultimo mese questa serie di attacchi incrociati hanno colpito diversi siti istituzionali e di mezzi di informazione in Israele, in Arabia Saudita, Emirati Arabi, Territori Palestinesi, Iran, colpendo ospedali come siti governativi o di banche. E a parte le scuse al quotidiano Ha’aretz i comunicati di entrambi i gruppi promettono di intensificare e prolungare gli attacchi.

Israele ha annunciato che rafforzerà i controlli telematici ma senza troppa enfasi, sapendo bene che aumentare il livello di sicurezza informatica può solo spingere gli hacker a trovare nuovi espedienti per violarla.

Anche l’autorità nazionale palestinese ha messo in piedi una task force per migliorare la propria sicurezza informatica. Il consigliere per le telecomunicazioni dell’Anp Sabri Assam in proposito ha dichiarato che il 2012 sarà l’anno in cui lo scontro si sposterà dal livello tradizionale a quello della guerriglia elettronica e cibernetica. Questo è quanto accade nel mondo digitale.

Nel mondo analogico, come ha riportato lo stesso Ha’aretz, i colloqui diretti ospitati in Giordania tra l’Anp e Israele non hanno ancora prodotto risultati ma solo l’auspicio che il negoziato riprenda.

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