Pensavo che fossimo una generazione senza più niente da perdere e mi sbagliavo, stiamo perdendo la nostra rivoluzione. A tavolino.

Io non credo che qualsiasi governo fosse migliore del governo Berlusconi.

E questo governo può varare solo provvedimenti che il pdl farà passare in aula, altrimenti non ha i numeri.

E non credo faccia bene alla politica il ‘ci mettiamo d’accordo tra di noi’ e ci confrontiamo con i nostri elettori appena troviamo il tempo.

Tecnicamente questo è un parlamento di nominati che esprime un governo di nominati in un paese che ha un serio problema sia nell’espressione del dissenso (quando e come si può dissentire?) e ormai anche del consenso: che valore ha?

Alle superiori quando si facevano le espressioni se indovinavi il risultato ma i passaggi erano sbagliati l’esercizio non valeva.

Se la politica può dirci che a fare la ‘democrazia’ ci voleva troppo tempo e intanto i conti andavano a rotoli che politica è?

Ogni giorno ci dicono che non c’è tempo per i diritti sindacali, per dei contratti equi, per avere giustizia.

E noi in quale tempo dovremmo vivere? Di notte per fare la lavatrice e risparmiare sulla bolletta energetica, tra un lavoro precario e l’altro ma senza poter acquistare una casa e fare dei figli? Con i risparmi che vanno ad una pensione che non avremo, mentre cestiniamo le nostre carriere? Eppure non abbiamo portato nessuna azienda al fallimento e non abbiamo causato la recessione mondiale ma ne paghiamo il conto.

Adesso non c’è più nemmeno il vecchio adagio che fa molto anni ’80: “pensa a chi sta peggio di te”. Oggi non si dice più perchè chi sta peggio è già dato per spacciato. Abbiamo impiegato gli ultimi 15 anni a fare finta di non essere spacciati. E ogni finanziaria ce lo ricorda. Forse se dichiarassi beni che non ho alla fine pagherei meno tasse.
Tutto questo parlamento e questa classe dirigente (colpevoli a vario titolo da troppi anni) avrebbero dovuto andare a casa. E non per lasciare il posto all’anti politica ma alle persone che si impegnano tutti i giorni e non hanno spazi.

Se mandi a casa un manager incapace non è che sono finiti i manager nel mondo e si perde la cultura aziendale. Se avessimo mandato a casa tutto questo parlamento e chi dall’alto della propria posizione di privilegio ci infligge “sacrifici necessari per il nostro bene” avrebbero vinto la politica e la democrazia.

Quelli che ci parlano per “il nostro bene” non devono mostrare (e dimostrare) nemmeno 1/3 del coraggio, della creatività, delle capacità, dei titoli, che mettiamo in campo noi quando cerchiamo un lavoro all’altro capo del mondo perchè in Italia non possiamo farlo, che mostriamo quando facciamo i salti mortali tra un lavoro e l’altro, quello sì per amor di ricerca…

Pensavo che fossimo una generazione senza più niente da perdere e mi sbagliavo, stiamo perdendo la nostra rivoluzione. A tavolino.

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