Guardando a est / 2

La Turchia e’ tutto un ‘fabbricamento’, peccato che le belle case ottomane cosi’ come le vecchie case greche di pietra vengano restaurate solo per diventare Boutique Hotel mentre gli abitanti anche dei piccoli paesini dell’Anatolia li stanno trasferendo in grandi condomini con annesso centro commerciale. Anche se a giudicare dalle dimensioni delle finestre e dei balconi sembrano comunque abitazioni migliori dei casermoni delle nostre periferie. Per i turisti sono solo una visione di passaggio tra l’aeroporto o le stazioni degli autobus e le mete di vacanza. Il mio plauso alla viabilita’ turca va tutto ai semafori: il giallo e’ di passaggio sia al rosso che al verde, cosa che consente anche al guidatore piu’ distratto di ingranare la marcia e partire quando e’ il momento e in molti centri abitati c’e’ anche il conto alla rovescia dei secondi in cui dura il verde o il rosso sia per i pedoni che per le macchine. Un indubbio segno di civilta’. In generale le strade sono larghe e ben tenute peccato che qui non sembri essere un’infrazione sorpassare a destra o non usare il casco. In Turchia sembra si possa comprare qualsiasi cosa, non si contano i cartelli vendesi affissi alle case e perfino ad alberghi nuovi di zecca cosi’ come quelli di cedesi gestione. Nell’incantevole Goreme si vende praticamente ogni casa rimasta e anche nella citta’ vecchia di Antalya, Kaleici, fatiscenti case ottomane aspettano di essere tramutate in albergo.
In generale anche passando da konya ad Antalya per poi risalire l’egeo da Izmir, l’impressione e’ che la Turchia sia Europa solo con piu’ minareti al posto dei campanili. Si’ ci sono donne con il capo velato ma vista dall’Italia la Turchia sembra molto piu’ familiare di quanto possa mai esserlo la Svezia o l’Olanda. E’ un’Europa del Sud ne’ piu’ ne’ meno di quanto lo siamo noi o gli spagnoli. E con una cucina assolutamente notevole. In cappadocia e ad Antalya abbiamo trovato solo la versione inglese di Zaman giornale dei mussulmani moderati di cui il premier Erdogan e’ espressione. Ed e’ molto piu’ interessante dei nostri quotidiani. Forse perche’ qui hanno anche i tabloid ma la gente legge. I giornali li vedi in spiaggia come al bar attentamente sfogliati pagina per pagina. Poi ci sono i bar ‘per soli uomini’ come nei nostri paesini del sud o in alcuni quartieri popolari delle nostre grandi citta’ dove si fanno giochi da tavolo o si guardano le partite (e si commentano i giornali). Nella penisola di Cesme, dove siamo adesso, vicino Izmir ci sono un sacco di ville e di barche di ricchi. Attraversare questo paese e’ rilassante. In genere le persone sono gentili e basta essere un minimo avveduti per non finire nelle trappole turistiche piu’ evidenti. Su questo ci rovina la reputazione l’europeo del nord che sembra abboccare a qualsiasi cosa. Ma la trappola non e’ mai una trappola come in Italia, magari spendi un po’ di piu’ e altrove mangeresti meglio ma non sembra che truffino la gente dall’inizio alla fine. Infine la Turchia e’ piena di bambini e di gatti. Quanti gatti ci saranno? Incalcolabile ma dall’inizio del viaggio credo di aver visto solo cinque cani.

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