che paese vogliamo? a quando la vera sana indignazione?

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Se oggi il capo del governo fosse anche capo dello Stato, sarebbe così:

Silvio Berlusconi sarebbe anche il capo delle forze armate, del Consiglio Superiore della Magistratura, potrebbe dichiarare lo stato di guerra, sciogliere anticipatamente le camere, nominare i ministri e promulgare leggi e decreti, commutare le pene.

In un paese che non ha anticorpi sociali all’imparzialità delle cariche pubbliche e alla commistione tra affari politica ed esercizio del potere, viene in mente una sola parola per descrivere un simile scenario.

Quando poi si pensa che tutte le dittature significano enormi risorse nelle mani di pochi forse non c’è bisogno di una riforma costituzionale per descrivere le regole del gioco.

Il nostro premier fa comizi in tv e l’Agicom commina una multa alla Rai (soldi nostri).

Più di 2000 persone, lavoratori Fincantieri, sono state gettate in mezzo a una strada. In un paese bloccato dove il massimo che ti può capitare è trovare un lavoro a cottimo finchè sei giovane e poi più niente, perdere un lavoro è perdere un pezzo di vita.

Ogni giorno sempre più persone perdono il lavoro e il governo dice che la colpa è della globalizzazione. Che la torta dei diritti e delle tutele sociali è piccola. Com’è possibile che nel paese dell’evasione fiscale, degli yacht e degli alberghi a ventimila stelle, dove il premier e la sua corte fanno una vita sfacciatamente lussuosissima, non si possa garantire un futuro a chi lavora o chi cerca di farlo?

Dov’è scritto che bisogna togliere ai cosiddetti lavoratori tutelati per dare ai precari quando abbiamo i manager più pagati d’europa che non riescono nemmeno a garantire di far profitto senza licenziare o distruggere interi rami d’azienda? E non producono più nemmeno un bullone o succedaneo moderno?

In un paese dove chi lavora è povero e chi vive di rendita è straricco il premier (che sappiamo come spende i suoi soldi) vendesse una delle sue ville e redistribuisse una volta tanto. E’ populismo? Ma allora spiegatemi per quale principio democratico una carica pubblica possa comportarsi così e restare al suo posto. Prendete Silvio aggiungete due bombe e qualche cammello e otterrete Gheddafi.

Chi sostiene questo governo ha colpe storiche gravissime (oltre ad essere apertamente razzista e intollerante).

Anche non fare opposizione a questo sistema è una colpa storica gravissima. Basta cercare il migliore che dovrà salvarci. Agire, subito, con tutti i limiti che si hanno ma la coscienza pulita almeno.

Se fossimo in un film di fantascienza ogni giorno ci sarebbe un’insegna luminosa al neon blu con scritto: anche oggi si è commessa una palese ingiustizia.

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