Buongiorno, Tremonti!

La grossolanità dei commenti del ministro Tremonti – la disoccupazione al 30% è colpa dei giovani sfaticati – non è solo pericolosa perchè falsa. E’ la capacità di assimilare il falso della nostra società che mi spaventa. Chiariamoci non voglio dissertare sui pro e i contro della società della comunicazione di massa, (che poi quale massa, parliamo piuttosto di oligopoli di aziende nell’ambito dei media). Ma quando si decide deliberatamente di insinuare quella che sembra una cosa verosimile spacciandola come dato obiettivo e provato, per parlare alla pancia dei mediocri e calmierare la coscienza dei benpensanti si compie un’operazione veramente pericolosa.

Quando il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (ossia l’organismo che sta dettando ai singoli Stati quale sia la ricetta per non finire falliti) dice che la ripresa c’è ma non sta né creando posti di lavoro né riduzione del debito, non ci vuole mica un genio a capire che praticamente chi sopravvive al giorno d’oggi è chi possiede una rendita, un vantaggio di posizione, in qualsiasi modo acquisito, che gli consente di andare avanti e non indebitarsi eccessivamente o addirittura di guadagnare riprendendo la speculazione.

Eppure in Italia il Ministro dell’Economia insinua che sì c’è la disoccupazione ma perchè gli italiani non vogliono fare il lavoro degli immigrati, che ci sono troppi intellettuali a spasso…gli faccio rispondere dal Buongiorno di Gramellini:

Oggi il Buongiorno (si fa per dire) ce lo dà Gloria V., mamma.
«Le scrivo come si telefonerebbe a un amico per sfogo: secondo il ministro Tremonti “la disoccupazione esiste solo per chi non sa cercarsi un lavoro”. Da mesi mio figlio batte tutte le porte per cercare un mestiere più decente di quello che sta facendo: contratto a chiamata come ragazzo jolly in un agriturismo quasi stagionale, con domeniche da 13 ore continuative e periodo invernale a 300 euro al mese. Bene, con un curriculum interessante per le tante esperienze fatte all’estero e un’ottima conoscenza delle lingue inglese e francese, queste le poche e misere proposte di lavoro: 1. montaggio palchi per concerti e grandi eventi. Proposta di contratto a chiamata di cui: prime 4 ore non pagate per l’acquisto dell’elmetto e dei guanti da lavoro, le altre ore pagate con voucher del valore nominale di 5 euro, che all’incasso valgono anche di meno; 2. autotrasportatore per una nota azienda che si serve di agenzie satellite. Tipo di contratto? A chiamata (ma come a chiamata, se si lavora tutti i giorni!). Possono deliberatamente decidere di assegnarti la mezza giornata lavorativa, ma il carico è sempre lo stesso e ti fai le otto ore sapendo di essere pagato per la metà. Potrei continuare, ma penso bastino questi due esempi per chiederci: in che Paese vive Tremonti? Se ha figli, dove li ha fatti studiare e dove li ha sistemati? Non conosce il Paese reale chi ha fatto del privilegio la sua ragione di vita. Ieri mio figlio mi ha detto: “Mamma, ci stanno annientando!”».

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