dichiarazioni

Ma quando si dichiara che un potere dello Stato è associazione a delinquere, di aver bisogno di una legge incostituzionale per regolare i propri conti con la giustizia (definito come braccio armato e violento come le Brigate Rosse), quando si possiedono un sacco di soldi di cui non si riesce a ricostruire la provenienza e si ammette di usarli per comprare componenti del governo e pezzi di maggioranza Parlamentare, di usarne altra parte per fare da ‘benefattore’ a signorine giovani alloggiate in condomini, uffici pubblici e altri luoghi istituzionali e non, quando perchè questo avvenga può darsi che si falsifichino le firme per le candidature elettorali, etc. etc. etc. Quando si porta al governo un partito che fa del razzismo e del vilipendio alla bandiera un motivo di vanto.

Ha ancora senso andare a guardare a quale partito o coalizione si sta facendo riferimento? Di quale Parlamento? E’ possibile o no in democrazia esprimersi e comportarsi nella maniera di cui sopra?

Quando il Presidente del Csm dice che la Costituzione impone che gli incarichi pubblici vengano ricoperti in maniera degna. Quando la legge non è uguale per tutti. Quando le carceri sono piene. Quando cade anche l’ultima ipocrisia sulle morti bianche (non sono morti di nessuno!) quando la mobilità sociale è assente: i figli dei ricchi stanno bene, gli altri sì certo se sono bravi un lavoro lo trovano ma farsi pagare è tutta un’altra storia…(e non lo chiamiamo neanche più lavoro nero).

L’opposizione può prendersi ancora il lusso di dirsi “scioccata”? Di “decantare”, “transitare”, o chissà che altro?

Ma povero Silvio, che altro e di peggio dovrà fare perchè l’opposizione si opponga?!

Di fronte a tutto questo le privatissime vicissitudini partitiche in cerca di questo o quell’altro leader, inseguendo quel polo o quella stella polare…Mentre ci si guarda l’ombelico urgesi esame di coscenza e richiamare alla vita civile quelli che davvero si vuole rappresentare.

Rappresentanza non è delega in bianco.

Basta questa sindrome di vincere o perdere un’elezione come se fosse l’ultima.

Nel frattempo dobbiamo anche vivere e meglio di come stiamo facendo a vantaggio di pochi e scapito di molti.

Basterebbe guardare i dati economici per capire che chi non è in sofferenza adesso assomiglia molto molto a un evasore fiscale o ha diverse ricchezze nascoste in paradiso.

Chi sta facendo soldi in Italia in questo momento? Quali aziende, quanto grandi, con i soldi di chi e trattando come i propri lavoratori (e così non ci mettiamo più a discutere se siano operai, impiegati o schiavi).

Chi sono i giovani non precari che riescono da soli a tirare avanti e quanti sono? E da dove vengono?

Sarebbe troppo complicato risolvere tutto?

Che si cominci da una parte, scommetto che ci sono almeno 300 persone in parlamento profumatamente pagate per fare questo!

Certo, non siamo numeri ma i numeri parlano.

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