la forza della radio

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Dati alla mano non c’è paragone rispetto agli introiti e alla diffusione tra la potenza di Mediaset e Radio Padania Libera. Eppure non sarà il “Microfono di Dio” del nuovo millennio ma poco ci manca. Una radio che ha un filo diretto con i propri militanti che censura tutto tranne il loro fiero modo di esprimersi, da veri padani, con il controcanto di esponenti politici tutti, e rigorosamente tutti, della Lega Nord a vario titolo e grado.

Che cosa hanno detto infuriati per giorni e giorni questi militanti? Mi è capitato, spostandomi in macchina per lunghi tragitti nel Nord della Sardegna, di ascoltare la radio per diversi giorni a partire dal viaggio a Tunisi di Maroni e Berlusconi per scongiurare nuovi sbarchi a Lampedusa. Gli ascoltatori hanno iniziato facendo proposte al limite del buon senso come proporre a tutti i padani di chiedere in massa il porto d’armi così da poter rispondere alla domanda “perchè lo fate?” “perchè abbiamo paura”. Se ci si chiede di chi non bisogna attendere molto per conoscere la risposta, gli epiteti sono vari…Dovendo riassumere: di quelli che il sindaco Gentilini definisce maschi di vent’anni scapoli, che sicuramente rubano e stuprano, paventando orde di giovani maschi dalla pelle scura a caccia delle vergini padane. Rozzo il concetto, rozza la prosa. Ma tant’è. Oltre ad essere maledettamente giovani e single una marea di altri ascoltatori chiama per dire che “questi qui non sono gente” “che devono fare la quarantena come i loro nonni a New York” che “bisogna sparargli in mare” “ricacciarli indietro” “fuori dalle balle”. Il giorno dopo la gente diventa ancora più esplicita “Maroni è diventato buonista” “Il problema è il Pdl, è Silvio che vuole l’immigrazione”. Chi sta in studio tenta invano una difesa d’ufficio del Ministro ma la rabbia degli ascoltatori non si ferma, si va dall’orgoglio nel rivendicare di essere razzista “sarò cattiva ma sono razzista” dice una signora, altri dicono che “a questa gente qui non si può aiutarli nemmeno a casa loro perchè non fanno niente” altri ancora che bisogna “portarli al Brennero come dice Bossi” “dicono che vogliono andare in Francia e mandiamoceli!” dice un altro spazientito. Il filo diretto col sindaco Gentilini è un enorme successo. Il sindaco rivendica la Lega come un partito di lotta, rivoluzionario, insomma forse a Roma si rammolliscono pure certi Padani ma Gentilini a questo gioco non ci sta. Quando arriva la notizia del permesso temporaneo per scopi umanitari e si scopre che la Francia alza le barricate la gente è davvero esasperata, che Maroni sia buonista non è più messo in dubbio, la posizione più moderata è quella di un ascoltatore che chiama per dire di volere la stessa legge sull’immigrazione della Spagna di Zapatero, della Francia o della Germania “non stanno anche loro in Europa? Eppure questi problemi non ce li hanno!” conclude la propria arringa. Da qui in poi l’unione europea e l’euro tornano ad essere il nuovo nemico…la soluzione di uscire dall’Europa però non viene quasi mai proposta da chi chiama. Curiosamente è sempre lo speaker radiofonico che in alcuni casi chiede all’ascoltatore “allora non sarebbe meglio stare fuori dall’Unione Europea?” E via con un coro di sì certo, che ci stiamo a fare…Il capolavoro avviene con una lunga intervista telefonica per presentare il libro di Ida Magli che ricorda le scene in tv in cui con orrore vide Prodi e Ciampi brindare all’euro!

La parola finale però secondo me spetta all’ascoltatore che sabato scorso chiama per dire: “A me sembra che quelli che chiamiamo qui siamo tutti d’accordo? Maroni che fa? O si fa cadere il governo oppure la Lega deve ascoltare la sua gente”

Stamattina è su tutti i giornali la posizione di Maroni tal quale quella degli ascoltattori di Radio Padania Libera. Perchè stare in Europa?

Certo, Radio Padania non sarà Mediaset ma i suoi ascoltatori la tv ce l’hanno e vedono quello che succede sulle coste di Lampedusa. Poco importa che non si tratti esattamente di un esodo biblico. Gli immigrati sbarcano e loro non li vogliono. La Lega di governo aveva provato a giustificarsi dicendo che è colpa dell’Unione Europea e non del governo questa situazione, glissando sul fatto che il governo più sgangherato di sempre ha avuto come unica strategia politica il “ghe pensi mi” di Silvio che vola con Maroni a Tunisi pensando di comprarsi il nuovo governo con due spiccioli e fermare gli sbarchi. Ovviamente non ha funzionato. Ma in questi casi il nemico è sempre esterno e c’ha tutte le colpe. Meglio fare la guerra all’Europa, entità astratta che alla Francia che sta al di là delle Alpi. Con la Francia questo governo si illude di regolare i conti a Piazza Affari, una novella piazza d’armi.

La padania, ricordiamolo, non  è un concetto territoriale bensì una categoria dello spirito. L’organizzazione politica che rappresenta eguaglia tout court i partiti politici del novecento, quelli che i cosiddetti progressisti volevano lasciare alle polveri della storia per evolvere verso più alte forme di organizzazione politico sociale. Così oggi abbiamo i finanzieri della politica: imprenditori che con i soldi dello Stato (come tutti gli imprenditori italiani) soffrono dei rivolgimenti di mercato e del navigare a vista non avendo una strategia di lungo periodo (il mercato per sua stessa natura pensa solo al qui e adesso), i grossi finanzieri della politica (proprio come i magnati delle nostre banche e qualche imprenditore politico molto noto) che hanno un sacco di soldi fatti e incrementati grazie a delle leggi un po’ meno uguali che per gli altri, e che non temono rivolgimenti di mercato se non per il fatto che in qualche mese possono subire delle flessioni anche considerevoli ma mai così ingenti da mettere a rischio il loro patrimonio. E poi ci sono questi altri come la Lega, che del novecento hanno copiato l’organizzazione territoriale piuttosto che la militanza, il volantinaggio, il porta a porta, ma che quanto a democrazia interna al partito non temono paragoni con nessun partito post sovietico.

E che hanno già capito che avere una loro banca può portare a cocenti delusioni, nella tv e nelle aziende meglio mettere un paio di uomini che contano e decidono in qualche cda. Per arringare le folle meglio la radio, pratica, veloce e lontano dall’occhio indiscreto delle telecamere. Se dopo Silvio c’è Silvio, dopo Bossi c’è Radio Padania Libera.

Consiglierei a tutti i giovani che si impegnano nella militanza politica, ma soprattutto a quelli del Partito Democratico, di ascoltare periodicamente la radio.

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