l’Aquila, le libertà sospese

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Per avere un’idea di quello che è successo a l’Aquila suggerisco di vedere, se ci riuscite, il documentario di Alberto Puliafito, Comando e Controllo. E anche il film di Sabina Guzzanti, Draquila, che si avvale anche del suo girato.

Andare a l’Aquila un mesetto fa è stato un bagno di realtà. Le casette nuove in terra di nessuno che vengono abbandonate, niente panni stesi, nessuno che cammina per le strade, un lutto non ancora elaborato e le macerie rimaste intatte…bel paradosso…insieme ai cartelli di protesta degli aquilani che adesso sì che dicono “guardate quello che NON è stato fatto a l’Aquila”.

E poi c’è l’assenza della politica, del coraggio della politica. L’arroganza invece di come certi affaristi hanno operato, è ben presente, del vero ruolo assunto dalla protezione civile – militari compresi – che ancora grida vendetta. Berlusconi ha detto che la Protezione Civile tornerà a l’Aquila perchè in questo frattempo non s’è fatto niente e quindi useranno i fondi stanziati per opere e cantieri più meritevoli, su cui il Comune non avrà competenza…Se ve lo siete perso è comprensibile, era un trafiletto sul giornale della scorsa settimana. La Protezione Civile, del resto, ha dato prova di saper gestire i soldi molto meglio del Comune e per non comuni interessi.

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Quattro persone, politici e imprenditori, sono state arrestate nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal procuratore della Repubblica dell’Aquila, Alfredo Rossini, riguardante presunte tangenti nella ricostruzione post-terremoto. Il procuratore parla di «favori e utilità ricevuti per aver compiuto attività contrari ai compiti e ai doveri connessi alla funzione pubblica ricoperta». Secondo l’accusa «il quadro probatorio è incontestabile, considerato che vi sono prove evidenti dei doni e delle utilità che i privati hanno corrisposto al pubblico ufficiale e alle persone a lei vicine al fine di ottenere il vantaggio di essere inseriti nella lista di beneficiari per fatti e atti connessi alla ricostruzione post sisma 2009. Le indagini sono in corso e allo stato degli atti non sono indagati altri soggetti con incarichi rilevanti nell’ambito regionale e della Protezione civile nazionale». (Corriere.it)

L’AQUILA – Quattro persone, politici e imprenditori, sono state arrestate nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal procuratore della Repubblica dell’Aquila, Alfredo Rossini, riguardante presunte tangenti nella ricostruzione post-terremoto. Il procuratore parla di «favori e utilità ricevuti per aver compiuto attività contrari ai compiti e ai doveri connessi alla funzione pubblica ricoperta». Secondo l’accusa «il quadro probatorio è incontestabile, considerato che vi sono prove evidenti dei doni e delle utilità che i privati hanno corrisposto al pubblico ufficiale e alle persone a lei vicine al fine di ottenere il vantaggio di essere inseriti nella lista di beneficiari per fatti e atti connessi alla ricostruzione post sisma 2009. Le indagini sono in corso e allo stato degli atti non sono indagati altri soggetti con incarichi rilevanti nell’ambito regionale e della Protezione civile nazionale».

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ARRESTATI – Gli arrestati sono: Ezio Stati, per anni tesoriere della Dc abruzzese, arrestato negli anni Novanta e condannato in via definita per finanziamento illecito ai partiti. Indagata ma non arrestata sua figlia Daniela, assessore della Regione Abruzzo, che ha rimesso le deleghe su protezione civile, ambiente e rifiuti. Su di lei pende un provvedimento interdittivo dai pubblici uffici. Arrestati anche Vincenzo Angeloni, ex deputato di Forza Italia, Marco Buzzelli (compagno di Daniela Stati) e Sabatino Stornelli, ex amministratore delegato di Selex Service Management, società di Finmeccanica, già direttore di Telespazio. Nei mesi successivi al terremoto, Daniela Stati propose di istituire ad Avezzano un Centro nazionale di Protezione civile nell’area dell’interporto dove già si era insediato il centro logistico per l’emergenza terremoto. Di questo progetto, che provocò polemiche, è in corso la valutazione.

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