filosofia di vita presa in prestito/indignazione, indignazione e ancora indignazione

A quanto pare se c’è una crisi, un’azienda che entra in crisi perchè non ha mai varato un piano industriale alternativo alla sovraproduzione di auto, ben prima che la speculazione finanziaria facesse il resto, può chiedere ai lavoratori di rinunciare ai propri diritti annunciando: o fai così o chiudo la fabbrica.

Non ci dovrebbe essere giustificazione che tenga ad un atteggiamento del genere. Dovrebbe indignare tutti. Invece sulla pelle dei lavoratori la politica e alcuni sindacati preferiscono il “quieto vivere” e il “poi si vedrà” per un accordo che non tocca minimamente le loro vite:

nell’accordo Fiat-Pomigliano D’Arco che chiede ai lavoratori o così o chiude la fabbrica ma non impegan Fiat a dare seguito a questa impresa, si chiede che gli operai vadano a mensa alla fine del turno di lavoro, mi chiedo quanti in Italia rinuncerebbero alla pausa caffè, figuriamoci alla pausa pranzo. Si chiede la disponibilità a fare il turno di notte in deroga al contratto nazionale di lavoro che già prevede 18 turni settimanali, più lo straordinario. All’azienda basterebbe applicarlo.

Si dice che a prescindere dai controlli se ci sono troppi operai in malattia l’azienda li può licenziare. Si limita il diritto di sciopero. Perchè lo Stato invece di far rispettare le proprie leggi che regolano e tutelano il diritto di sciopero e alla malattia, delega ad un’impresa privata il potere in bianco di ridiscutere i rapporti sociali, l’uguaglianza dei cittadini ed i loro diritti?

Perchè Fiat può dire che o Pomigliano produce come la Polonia o chiude?

Se questo è il trattamento che si vuole riservare ai lavoratori metalmeccanici perchè preoccuparsi ancora dei precari, degli atipici, dei disoccupati. Quelli li mandiamo direttamente all’inferno.

Per lavorare bisognerà andare in adunata a firmare un foglio in bianco sotto il ricatto di prendere o lasciare. E’ così che si premia il merito? E’ così che si migliorano le condizioni di vita di una società moderna? E’ così che si combattono il clientelismo e la corruzione?

E costringere la gente a manifestare perchè la fabbrica non chiuda, perchè pur di non perdere lavoro in un momento in cui in Italia non basterebbe nemmeno inventarselo (perchè ditemi voi quanti grandi imprese sono rimaste e chi sta pensando di aumentare il proprio organico in questo momento), dovrebbe far vergognare. Dovrebbe ripugnare.

Se non si è disposti ad accettare le stesse condizioni nessuno dovrebbe poter dire che quello che verrà chiesto agli operai di Pomigliano “è necessario”. Tutti quelli che lo sostengono dovrebbero accettare le stesse condizioni fino al gradino più alto della catena, la catena di comando mica quella di montaggio.

Pomigliano D’Arco è una vergogna inaccettabile.

Il perchè è argomentato molto meglio in questo post a cui rimando.

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