tremonti ha le nuove regole

il

«Dopo la crisi, gli Stati del G20 e l’Europa avevano davanti due porte: la porta delle regole fatte dalla politica e la porta delle regole fatte dai tecnici. La prima è stata chiamata global legal standard – ha sottolineato il ministro – ed è un’idea che sta andando avanti, anche se, naturalmente, è un’utopia scrivere tavole di diritto globale. Il nostro cammino è più lungo e complesso, non si fa all’istante, ma credo che sia quello giusto e credo che anche l’Europa, pur con i suoi “macchinismi”, vada in questa direzione».

Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia, sulla presentazione oggi all’Ocse della bozza sulle nuove regole della finanza globale…non abbastaza creative, giusto un’utopia…

***

L’Ocse, nell’ambito della ministeriale presieduta dall’Italia, presenta oggi presso il ministero dell’Economia «un primo documento» sui Global legal standard, «un nucleo delle tavole che abbiamo iniziato a prefigurare». Lo ha annunciato ieri il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, riaffermando un principio che senza indugio ha portato avanti con convinzione nell’ambito del G20 da quando è scoppiato il caso subprime: la strada giusta per uscire dalla crisi è la definizione da parte dei governi di nuove regole globali. «La via è quella dei governi e non quella tecnocratica: credo sia la strada giusta».


«Dopo la crisi, gli Stati del G20 e l’Europa avevano davanti due porte: la porta delle regole fatte dalla politica e la porta delle regole fatte dai tecnici. La prima è stata chiamata global legal standard – ha sottolineato il ministro – ed è un’idea che sta andando avanti, anche se, naturalmente, è un’utopia scrivere tavole di diritto globale. Il nostro cammino è più lungo e complesso, non si fa all’istante, ma credo che sia quello giusto e credo che anche l’Europa, pur con i suoi “macchinismi”, vada in questa direzione».
Intervenendo alla presentazione a Milano del libro “Capitalismo, mercato e democrazia” di Michele Salvati, Tremonti ha affermato che «l’alternativa portata avanti dai tecnici non ha portato a nulla se non danni, non è riuscita a fare alcuna regola, perchè non è il veicolo giusto». La strada degli organismi tecnici, che il ministro ha definito «una scorciatoia», semplicemente non ha funzionato. Ma è sbagliato, e questo Tremonti ci tiene a precisarlo, voler personalizzare questa posizione come se fosse mirata al presidente del Financial Stability Board Mario Draghi. Non è così, stando a fonti vicine al ministro. Per Tremonti, l’importante è imboccare la via di uscita dalla crisi. Alla fine, ha detto ieri, «ci sarà un tentativo di scrivere delle regole per un capitalismo diverso da quello visto fino ad ora. La via scelta, alla fine, è quella politica dei governi, e non quella tecnocratica».
Gli Stati Uniti e l’Europa, secondo Tremonti, stanno andando nella direzione giusta, quella di affidare ai governi la stesura di nuove regole. Lo sta facendo la Casa Bianca e lo farà l’Europa che varerà nuove regole per gli hedge fund, i derivati e le banche. A proposito degli istituti di credito, il ministro ha detto che non si tratta di un problema di “ragioneria”, che il punto fondamentale non è la dimensione delle banche ma i contratti e la contabilità.
Al dibattito su capitalismo, mercato e democrazia, che ha preso spunto dal nuovo libro dell’economista Salvati e al quale ha partecipato anche il professor Guido Rossi, Tremonti ha affermato che la questione centrale è quella della rappresentanza della democrazie nei governi democratici e l’effettivo potere del governi nel soddisfare la domanda degli elettori.
In quanto al G20, il ministro ha rimarcato le differenze rispetto al G7 che era omogeneo, formato da stati “di una stessa famiglia”. Il G20 rappresenta ancora oggi l’80% del Pil mondiale ma senza «unità politica». Non c’è più un unico codice monetario perchè non c’è solo il dollaro americano, non c’è più una sola lingua, perchè non si parla solo inglese, e non si siedono attorno al tavolo le sole democrazie occidentali. «Tutto è in divenire»: la grande scelta del G20, per Tremonti, è quella di chiedere ad alcuni paesi di consumare di più e risparmiare di meno, come la Cina, e ad altri di fare l’opposto, risparmiare di più e consumare di meno.
Della crisi e dei lavori in corso per uscirne con un set di nuove regole globali parla oggi il ministro Giulio Tremonti in una conferenza stampa al dicastero di via Venti Settembre con il segretario generale dell’Ocse Angel Gurria: per l’occasione verrà presentato un primo documento sui global legal standard. L’Italia avrà la presidenza della riunione del consiglio Ocse a livello ministeriale prevista a Parigi il 27-28 maggio. L’adozione di regole comuni a livello globale, per quanto lunga e complessa, ha l’obiettivo di ridurre gli squilibri causati dall’arbitraggio legale, dallo shopping degli operatori economici e finanziari che continuano a prediligere i paesi con assetti normativi lacunosi e poco trasparenti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...