l’etica delle relazioni e l’etica dei banchieri, in tempi moderni

Ho già detto che bisognerebbe distinguere che cosa è lecito dal reato soprattutto quando chi lo commette rappresenta una pubblica istituzione. E ho scritto pure che il dibattito che si sviluppa intorno a questo è molto ipocrita. L’ho scritto qui e qui.

Due giorni fa ho ascoltato questa riflessione:

“Gli economisti non sono interessati all’etica, non come professione e in un periodo in cui le cose vanno male c’è massima attenzione all’operato di chi presta il denaro. Quando le cose vanno bene invece ci si aspetta che una banca faccia esattamente questo, prestare i soldi e farseli ridare etc. solo che c’è un’intera classe di grossi finanzieri che si è arricchita a cifre finora inimmaginabili e che nessun’altra lobby può permettersi o riesce ad accumulare, questo ha scatenato un grosso risentimento.”

Queste considerazioni sono il frutto di una recente conversazione con un economista. Comincio a pensare che lo stesso possa applicarsi anche alle relazioni umane.

Quando le cose vanno bene non c’è nessun’ansia etica o moralista, non si va ad investigare la vita dei padri e delle madri di famiglia, delle segretarie come dei capi di stato. Non si va a cavillare sulla mercificazione del corpo delle veline o delle prostitute. Quando le cose vanno bene, vivi e lascia vivere, puoi perfino chiudere le case chiuse e spostare la prostituzione un po’ più in là, perchè passeranno decenni in cui a lodevoli iniziative seguirà il vuoto, per approdare, infine, a condizioni molto peggiori del punto di partenza.

Quando le cose vanno bene, siamo tutti pronti a girare lo sguardo altrove, che non vuol dire porgere l’altra guancia.

Ma quando i soldi sono pochi e le relazioni umane scarse ecco che si comincia a fare i conti: ma chi può spendere tanti soldi per le prostitute? Ne vale davvero la pena? E’ più grave che siano escort (ci siamo perfino inventati la parola che dà la misura della percezione della società) o trans? Fanno parte del privato o della pubblica morale?

Quando le cose vanno male, scatta il risentimento anche per quell’assenza di regole che fino a quando si ingrassava, si era ben contenti di lasciare andare.

Quando le cose vanno male siamo tutti peccatori senza l’alibi della letteratura perchè neanche per un attimo ci siamo soffermati a pensare su cosa si fondano i legami della nostra società.

Quali sono le transazioni etiche che giustamente ricompensiamo?

Si sorride in cambio di un favore o perchè è un comportamento socialmente accettato di affetto o cortesia?

Quando le cose vanno male chi ha pagato per il sorriso più bello verrà portato ad esempio dell’eterna dannazione.

Non importa perchè si sorride o no, ma quanto ci costa.

Siamo tutti presi dal sesso dei politici che ci siamo già dimenticati dei filmini che mettono i nostri adolescenti su youtube.

p.s. si consiglia un serio ripasso di André Gide.

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