noemi, boffo, marrazzo/filosofia di vita presa in prestito

Dal caso Noemi in poi non ce n’è per nessuno. Non è un inedito in Italia ma dall’estate scorsa veniamo regolarmente informati di tutti i comportamenti disonesti che istituzioni e società prima percepivano solo con la coda dell’occhio.

E sempre dall’estate scorsa veniamo informati di cose che hanno fatto tornare la memoria a breve e a lungo termine ad un pezzo di politica e istituzioni degli anni ’90.

Lo sfruttamento della prostituzione nel nostro paese è reato.

Non riesco a capire come un presidente di Regione possa pensare che una questione del genere non gli sarebbe esplosa tra le mani. Pagare in cambio di prestazioni sessuali e pagare per cercare di fermare lo scandalo sono comportamenti che condannano il rappresentante delle istituzioni, il politico, non l’uomo. Per i cittadini Marrazzo non è un parente, è un governatore della Regione in cui si trova la capitale.

La vicenda umana è molto triste e genererà un dibattito altrettanto triste, debole e molto ipocrita, come il dibattito escort. I fatti invece sono che accusati di aver pagato in cambio di favori sessuali Dino Boffo e Piero Marrazzo si sono dimessi. (Costretti, inevitabile…sono considerazioni non fatti). Il premier Silvio Berlusconi, no.

Altrettanto inquietante non è l’analogia di via Gradoli (i servizi controllano e perquisiscono a corrente alternata a quanto pare) ma come si stiano costruendo le candidature per le regionali.

Non c’è più niente di sinistra da dire.

Si prepara un lungo e gelido inverno.

***

[…] Al momento comunque, agli atti dell’inchiesta non sono emerse responsabilità giudiziarie di nessuno all’infuori dei quattro militari della compagnia dei carabinieri di Trionfale arrestati dopo il ricatto e il tentativo di vendere il video che immortalava alcune scene intime tra Piero Marrazzo e il transessuale che, nell’ordinanza di fermo firmata dai Pm Capaldo e Sabelli, viene chiamata Natalie. (Corriere.it)

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