paese che vai, scarpe che trovi

E’ stato accolto con fiori canti e molti onori, il giornalista iracheno Muntazer al Zaidi, liberato dopo aver scontato nove mesi di carcere per il famoso lancio delle proprie scarpe all’ex presidente Bush, durante una conferenza stampa. Era il 14 dicembre 2008 ma già pochi giorni dopo, Al Zaidi aveva ottenuto il sostegno dei colleghi iraniani che alla tv al-Baghdadiya avevano dato notizia di un campionato di lancio delle scarpe ospitato dall’università di Teheran.

I suoi connazionali hanno provato a fargli una statua, fatta rimuovere dalle autorità irachene. Ma questo non ha impedito che lo aspettassero con gioia canti e promesse di matrimonio con numerose donne.

 “L’ho fatto perché il mio paese è stato umiliato dall’occupazione voluta dal presidente Bush, e adesso continuerò a difendere i diritti dei più deboli”. Al Zaidi si è detto dispiaciuto per gli effetti negativi che il suo gesto di ribellione possa aver avuto sui colleghi della stampa irachena, però aspetta le scuse ufficiali del priemer Nouri Al Maliki, per il trattamento subito fin dal momento del suo arresto e durante la sua permanenza in carcere, dove ha denunciato di aver subito perfino torture.

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