eBay vende skype

È praticamente giunto al capolinea, l’annuncio potrebbe arrivare anche oggi, uno dei sodalizi più chiacchierati e contrastati della net economy, quello fra il gigante delle aste on line eBay e Skype, il servizio di telefonia via Internet con 480 milioni di utenti attivi in tutto il mondo. A comprare gli asset della compagnia costata ad eBay 2,6 miliardi di dollari nel 2005 sarà un gruppo di investitori privati fra cui spiccano il venture capital Andreessen Horowitz, “new entry” del panorama della finanza tecnologica americana con a capo il co-fondatore di Netscape Marc Andreessen, la londinese Index Ventures e la private equity Silver Lake Partners.

La notizia è stata anticipata ieri dal New York Times, citando come fonti due persone informate del progetto, e sebbene non vi siano commenti ufficiali delle parti interessate ha tutte le ragioni per essere vera. L’unico dubbio sembra riguardare semmai il valore dell’operazione: in primavera l’amministratore delegato di eBay John Donahoe, salito al timone della compagnia nel 2008 con il fermo intento di decidere entro un anno le sorti della pregiata sussidiaria, pare avesse storto il naso rispetto a una valutazione di Skype intorno ai due miliardi di dollari ma il prezzo di vendita potrebbe non essere lontano da queste cifre, nonostante gli stimati 600 milioni di dollari di ricavi previsti per quest’anno. Ma perché finisce l’avventura di Skype sotto l’ombrello di eBay? Perchè, in parole povere, non sono bastati quattro anni ai vertici della società californiana per trovare quelle sinergie auspicate al momento del deal e perchè il ritorno dell’investimento iniziale non è stato quello previsto.

Lo scorso aprile eBay aveva annunciato ufficialmente lo spin off di Skype attraverso una Ipo (Initial public offering) da concretizzare entro i primi sei mesi del 2010 mentre si intensificavano le voci di un clamoroso riacquisto della società da parte dei fondatori – Niklas Zennstrom e Janus Friis – del più popolare servizio Voip al mondo, supportati da vari fondi di investimento (si erano fatti i nomi di KKR, Warburg Pincus, Elevation Partners, fra i cui azionisti c’è anche il cantante degli U2 Bono, e Providence).

Anche Google, secondo vari rumors, si era fatta sotto in estate per comprare la compagnia ma tutto è sfumato molto presto. La vicenda ha quindi avuto un altro epilogo, salvo imprevisti dietro front, ma resta aperto un altro importante fronte, che potrebbe sulla carta mettere a repentaglio il futuro di Skype. A inizio agosto, infatti, è scoppiata fragorosa la contesa legale tra eBay e Joltid, la software house che ha sviluppato una porzione molto importante del codice del programma di telefonia via Internet. Secondo gli avvocati di quest’ultima, eBay avrebbe aperto e modificato il codice sorgente di Skype violando i termini contrattuali sanciti nell’operazione di acquisto, che prevedevano la sola licenza d’utilizzo del cosiddetto “Global Index P2P” e non la sua manipolazione. La prima udienza è prevista per giugno 2010 e stando agli analisti vi sono varie probabilità che a soccombere davanti ai giudici sia eBay: questo significherebbe la chiusura del servizio, la necessità (ormai superata) di intraprendere un nuovo progetto tecnologico o un patteggiamento fra le due compagnie che si annuncia miliardario.

1 settembre 2009 (Il Sole24Ore)
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