quanto alla sicilia 1

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Nel mirino c’è la Lega e il desiderio di ridimensionarne la crescente forza elettorale e il suo ruolo nel governo. C’è l’ala cattolica del Pdl che non ha gradito la polemica ingaggiata dalla Lega con i vescovi e chiede a Berlusconi di aprire le alleanze per le regionali all’Udc. Al Sud rimane in piedi la rivendicazione di Gianfranco Miccichè e del governatore siciliano Raffaele Lombardo: finanziamenti per il Mezzogiorno e a decidere non dovrà essere solo Tremonti che a loro parere tira solo per il Nord. Tutto questo lavorio avrebbe un’importante sponda in Fini, che ha chiesto al Pdl di non diventare la «fotocopia» della Lega.

Questo quadro d’insieme non piace ai due amici del Cadore. E ieri Tremonti, incontrando ad Arcore Silvio Berlusconi, sembra abbia fatto presente le sue preoccupazioni e quelle di Bossi. Nasce da qui la nota congiunta del premier e del ministro dell’Economia nella quale si sottolinea la «particolare attenzione» che viene data al «grande Piano per il Mezzogiorno che, nella fase operativa e di realizzazione, sarà guidato dal “Comitato per lo Sviluppo del Sud”, presieduto dallo stesso presidente del Consiglio». Non è ancora l’idea di Tremonti di fare una nuova e moderna Cassa per il Mezzogiorno, ma si potrebbe andare in quella direzione: «Il Comitato in seguito potrà assumere anche la forma di Istituto per lo sviluppo del Sud». Ma è alla fine della nota che arriva la parte più importante: «Sia il presidente Berlusconi sia il ministro Tremonti hanno preso atto della solidità dei rapporti con la Lega e all’interno della coalizione di governo, in vista della ripresa dell’attività parlamentare e delle prossime elezioni regionali». (La  Stampa 28 agosto 2009)

[…] Lei. Che, se oggi dichiara facciamo il partito del Sud, tutto vuol farci intendere, probabilmente, che desidera più spazio per lei in Sicilia, che ha voglia di bastonare il ministro Giulio Tremonti, o di procurare magari un fastidio alla Lega nord, meno che fare davvero il partito del Sud. La prima lettura non è mai esatta, può giurarci.
La metafora del caffè si riferiva a un linguaggio antico, al modo di parlare tipico dei democristiani. Stagione finita e linguaggio anche. Nei bar di Borgo Nuovo si parla oggi col linguaggio che si usa a Treviso?
No, nei bar di Borgo Nuovo hanno visto quello che hanno fatto gli avventori dei bar di Treviso e gli sta frullando in testa l’idea di copiare un po’ la loro esperienza. Di organizzarsi anche loro un po’. Di contare quel poco a loro volta. Insomma, di difendersi per ripartire. Tra loro, da qui. Che c’è, dà fastidio?
A qualche siciliano del suo partito molto fastidio, a quanto pare. Al presidente del Senato Renato Schifani, per esempio, o al ministro Angelino Alfano.
Non ne voglio parlare.
Ne deve parlare.
Chieda a loro perché sono infastiditi, non lo chieda a me.
Io sono qui con lei.
Allora solo questo: che abbiano invitato il governo a non concedere al Sud i fondi del Fas, perché sarebbero stati spesi male, diciamo che è stato doloroso.
Ma mica del tutto campato in aria.
Del tutto campato in aria.

(Panorama 20 agosto 2009).

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