immobiliaristi/zunino (segue…)

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Ne ho già parlato qui.

Ma continua…

Per i giornali non ci sono mai stati dubbi, Risanamento, il gruppo immobiliare facente capo all’immobiliarista piemontese Luigi Zunino, il più “presentabile” e da più tempo ben introdotto nei salotti buoni della finanza italiana tra tutti gli appartenenti alla nidiata di “furbetti del quartierino” salita agli onori della cronaca in questi ultimi anni, era “troppo grande per fallire”.

Anche perché gli istituti coinvolti, Intesa Sanpaolo per prima (ma la musica cambia di poco per UniCredit, Banco Popolare o Mps, solo per citare le più esposte), tutto possono volere meno che dover raccogliere, proprio ora che il peggio sembra alle spalle per i loro bilanci, i cocci dell’ennesimo fallimento dovuto a un eccessiva “confidenza” nella bontà dei progetti imprenditoriali che Zunino negli anni si è fatto finanziare dalle grandi banche italiane.

Così nonostante la società immobiliare abbia precisato Risanamento “su richiesta della Consob”, che “la circostanza, di cui è stata data notizia su alcuni organi di stampa in data odierna”, ossia che le banche firmatarie delle intese preliminari del 28 luglio sarebbero disponibili, nell’ambito degli accordi di ristrutturazione in corso di negoziazione, a concedere una linea di credito “stand by” per garantire il rimborso del bond emesso dalla società nel maggio 2007 “costituisce, allo stato, soltanto una ipotesi allo studio”, la borsa non pare avere molti dubbi sull’esito delle trattative in corso.

Da parte sua Risanamento, oggi in crescita di oltre l’11% dopo un picco di quasi 15 punti percentuali di rialzo segnato in fase di avvio di seduta, ha fatto sapere che “provvederà tempestivamente ad effettuare le comunicazioni di legge non appena ravviserà la sussistenza dei relativi presupposti”. A quel punto, probabilmente, sarà il momento di vendere i titoli per chi ha scommesso sul salvataggio di Zunino: una scommessa che non si può dire non abbia pagato almeno in queste ultime settimane, visto che le quotazioni nell’arco dell’ultimo mese hanno recuperato il 78%, nonostante il -60% che tuttora segnano rispetto ai livelli a cui viaggiava il titolo a Piazza Affari un anno fa.

Luca Spoldi per Affari Italiani.

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