il derby dell’anno, Italia sì Italia no, Feltri-Belpietro

il

Maurizio Belpietro su Libero:

Intendiamoci: io capisco le ragioni che spingono Berlusconi tra le braccia del leader arabo. So che i soldi del fondo sovrano libico fanno comodo a molti (…) anche a quell’Alessandro Profumo il quale altrimenti non avrebbe saputo dove trovare altri capitali per la sua banca in tempesta. Comprendo che senza genuflettersi a Gheddafi sarebbe difficile stringere accordi in campo energetico che giovino all’ItaIia, da sempre bisognosa di forniture di gas e di petrolio. Intuisco pure che dobbianno tenerci buona Tripoli, affinché la sua polizia continui a bloccare i barconi che ogni giomo tentano di partire dalle sue coste per scaricare sulle nostre migliaia di disperati. Colgo perfino la necessità di tenere aperto un canale con un rappresentante del mondo mediorientale. Insomma, comprendo tutto. E qui sta il problema che mi inquieta: capisco, ma come lIitalia delle manette, che ieri ha chiesto al Cavaliere di rinunciare alla vi-sita, non mi adeguo. Berlusconi ha tutte le ragioni per andare a festeggiare Gheddafi e la sua Repubblica islamica, ma dopo che il colonneflo e i suoi fidi hanno applaudito come un eroe nazionale il terrorista che fece esplodere in volo un aereo americano, non riesco a far finta di niente. Il tornaconto economico e politico che induce a sorridere al leader libico non può in alcun modo far passare sotto silenzio le celebrazioni per il rientro in patria di un criminale che ha ucciso con una bomba 270 persone. Non si tratta di fare i puri di spirito, semmai è ora di non essere troppo cinici. Perché se si fa finta di niente con Abdel Basset al-Megrahi, questo il nome del terrorista, c’è da domandarsi cosa si farà con tutti gli altri criminali che in nome dell’islam fanno saltare in aria degli innocenti. Che differenza c’è tra il libico dell’attentato di Lockerbie e i disperati che si fanno esplodere in mezzo agli israeliani? Perché per uno dovremmo far finta di niente e gli altri che organizzano attentati a Kabul li mettianio in carcere? Come la mettiamo con la lotta al terrorismo se per convenienza economica o politica la accantoniaino?

In conclusione: c’è un problema di coerenza, o, meglio ancora, un problema morale. Non so come se ne esce, non saprei con chiarezza indicare una strada. Ma non si pu festeggiare come nulla fosse un leader che ha stretto la mano a un terrorista e lo ha accoito come un eroe. Se Berlusconi vuole salvare capra e cavoli, ovvero la lotta al terrorismo e le ragioni politiche, inventi qualcosa, E bravo nelle relazioni internazionali, trovi una via d’uscita. L’importante è che insieme alla capra e i cavoli salvi anche la faccia.

Vittorio Feltri su Il Giornale:

Il palazzo è chiuso per ferie, ma le polemiche sono apertissime e vengono nutrite anche artificialmente dai soliti argomenti, alcuni fragili e alcuni capziosi. I radicali e la sinistra più o meno spinta sono furibondi perché il premier si reca in Libia a testimoniare l’amicizia dell’Italia con Gheddafi, portandosi appresso le Frecce Tricolori, vanto aeronautico nazionale. Non perdonano al governo di mantenere rapporti diplomatici con una dittatura e in qualche modo di sostenerla e legittimarla.

Hanno ragione o torto? Diciamo che non sono coerenti. Il nostro Paese, come quasi tutti in questo campo, ha sempre fatto buon viso a cattivo gioco per questioni di sopravvivenza e convenienza. Indimenticabili le visite a Roma, con fanfare e tappeti rossi srotolati per dovere d’accoglienza, del terrorista Arafat inseparabile dalla sua pistola, e di Gorbaciov, capo supremo dell’Unione Sovietica in stato preagonico ma ancora spietatamente comunista, al quale fu riservato un trattamento improntato a mero servilismo.

Sono soltanto esempi cui se ne potrebbero aggiungere decine. Questo per dire che non siamo nuovi a certi flirt con personaggi perlomeno discutibili. Eppure stavolta, contrariamente a quanto avveniva in passato, i progressisti si irrigidiscono e protestano perché Berlusconi fa quello che un tempo era considerato normale e addirittura lodevole fare: ossia rendere omaggio, magari chiudendo un occhio, a un leader poco raccomandabile.

Essi dimenticano gli obblighi imposti dalla realpolitik. Anzi, fingono di dimenticarli per aggredire l’esecutivo. Si dà il caso che la Libia sia tra i nostri principali fornitori di petrolio (immagine utile anche ai compagni per campare da signori) e abbia recentemente stretto un patto con Berlusconi e Maroni impegnandosi, in cambio di molto denaro, a contrastare lo sbarco dei migranti a Lampedusa.

Chiunque capisce che la collaborazione con il Colonnello, piaccia o no, è indispensabile; quindi non ci è consentito assumere atteggiamenti ostili verso di lui che possano compromettere il «contratto». O si vuole mandare tutto all’aria e ricominciare col traffico delle carrette galleggianti che scaricano migliaia di clandestini sul nostro territorio?

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. ippaso ha detto:

    non ci credo… belpietro abbozza una specie di minima critica al suo Padrone? anche se cerca di mitgare il tutto ricordando quanto è “bravo nelle relazioni internazionali”. Torna a scodinzolare belpietro, sennò il Padrone non ti dà più i biscotti…

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