filosofia di vita presa in prestito/certe volte è il viaggio certe volte è la meta

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Quelli nella foto sopra sono gli unici bagagli e l’unico shopping approdato con me a Roma dal viaggio in Malesia. Il disordine è pre-esistente.

1) Roma, Cairo, Kuala Lampur.

Approdata a Fiumicino grazie al servizio taxi della fidata Maria Lourdes, che ha un nuovo trendylook giovane e ha provveduto nel tragitto ad informarmi sulle ultime della politica italiana, di cui ho digiunato non solo per tutto il viaggio ma anche durante la ‘preparazione zaino’.

Lo zaino è nuovo perchè nessuno, e nemmeno io, ha mai creduto che fosse l’equipaggiamento adatto a trasportare le mie scarpe e il beauty. Lo saluterò al check in per rivederlo solo dopo 4 giorni.

Confesso che per la preparazione dello zaino ho usato tutta la saggezza che una ragazza che non ha mai campeggiato possa rimediare in 32 anni di vita…e sì, il reparto beauty era un po’ ingombrante…[guardiamo in faccia alla realtà: non importa per quanti giorni parti o dove vai, il volume del nécessaire è sempre lo stesso]

ma il resto del bagaglio consisteva di 6 bikini e 2 parei, 2 vestitini, shorts, t-shirts e accappatoio taglia baby!

Quanto alle scarpe adesso possiedo solo un paio di sandaletti verde smeraldo indossati durante il viaggio…quindi è un argomento ancora troppo doloroso da affrontare…

A Fiumicino la signorina dell’imbarco ci aveva assicurato che i nostri bagagli sarebbero andati direttamente a Kuala Lumpur mentre noi ci dilettavamo a fare scalo al Cairo, nel cuore della notte, con oltre due ore di ritardo e una bella corsetta (non è un’ immagine figurata ma quello che è successo) per salire sul nuovo aereo, che contemplava anche uno scalo tecnico a Bombay…d’altronde se si viaggia in groppa di Mio Mini Pony il viaggio è lungo…

Risultato: bagaglio rimasto al Cairo e arrivato tre giorni dopo con lo stesso volo notturno. Notte in aeroporto e rapido piano b: all’apertura dell’agenzia nuovo volo per destinazione interna della costa occidentale.

Da ragazza saggia (annotabile alla voce strano ma vero della Settimana Enigmistica) il mio bagaglio a mano oltre alla torcia e al nastro isolante comprende anche un mini beauty travel size, 1 bikini, shorts e t-shirt oltre all’immancabile pashmina…così invece che nella giungla si va tre giorni al mare su una bellissima isola, in attesa che il resto arrivi.

E qui la scoperta: in Malesia, al mare, i vestiti e le scarpe praticamente non servono, la vegetazione è imponente ma gentile, tutto sommato comprando un telo da spiaggia e un solare si può sopravvivere egregiamente. Nuovo passaggio notturno in aeroporto a recuperare gli zaini e nuova destinazione: volo per la costa orientale.

2) Kuala Lumpur, Bombay, Roma che dopo 12 ore in aeroporto si è trasformato in Kuala Lumpur, Dubai, Roma.

Dalla costa orientale il rientro in autobus nella capitale è stato già di per sè avventuroso: il conducente di mezz’età, che viaggiava con la figlia adolescente, proveniva da un’altra regione e faceva quella tratta per la prima volta: praticamente ha sbagliato strada almeno 4 volte, dandomi il tempo di imparare tutte le varie indicazioni stradali della Malesia, in balia della sua buona volontà e della pioggia.

Tre giorni a Kuala Lumpur hanno lasciato che lo stile selvaggio delle isole, piano piano, facesse posto alle comodità della città: shopping, souvenirs, e consistente aumento del bagaglio.

Sulla via del ritorno si compie il vero capolavoro dei viaggiatori Lonely Planet:

intanto l’aeroporto dista quasi 1 ora di taxi dalla città. Arriviamo all’ 1 p.m., saliamo sull’aereo alle 5 p.m., riscendiamo dall’aereo (senza mai decollare ma solo dopo un breve giretto attorno alla pista) alle 5.54 p.m. e ci riportano al gate di imbarco.

E lì ci trattengono, a quel punto, ogni volta che vuoi anche solo andare a fare pipì c’è la trafila del metal detector e niente bottiglie d’acqua…(così al bagno ci vai poco, io,  invece, visto l’andazzo, sono andata in libreria per impossessarmi di quello che pare sia l’equivalente asiatico del Dottor Zivago).

Alle 9.30 p.m. decidono che il volo è soppresso. Da lì c’è una lunghissima e confusa trafila al banco della compagnia per capire che cosa ne sarà di noi, cercare di farsi sistemare su un nuovo volo, se possibile più breve, con tutti i passeggeri europei che protestavano contemporaneamente, i passeggeri arabi che non si muovevano da lì per andare in albergo, senza l’assicurazione di una sistemazione più che principesca per la notte e di non doverla raggiungere a piedi, sebbene si trattasse dell’hotel dell’aeroporto.

I passeggeri indiani, malesiani e affini, invece, non hanno protestato, si sono sparpagliati, sulle prime un po’ sgomenti, in vari settori del gate d’imbarco e, con la flemma e l’impassibilità che li contraddistingue, sono stati lentissimamente e lentissimissimamente radunati dal personale altrettanto flemmatico, lento e impassibile.

A mezzanotte, finalmente, ci dicono che hanno trovato un volo per Roma con scalo a Dubai. Nuovi biglietti, con nuova spedizione al banco di Emirates. Emirates, da programma, parte alle 2 a.m. sempre dallo stesso gate in cui avevamo passato le ultime 10 ore. Alle 4 a.m. eravamo ancora lì in attesa di imbarcarci…

Con oltre due ore di ritardo, alla fine, Emirates parte, invece della cena chiaramente ci ha servito la colazione ma a quel punto di stanchezza andava già bene. Il transito a Dubai pure.

Arriviamo a Fiumicino alle 13.10 p.m. (con 10′ di anticipo!) ormai è passato un giorno intero da quando siamo arrivate la prima volta all’aeroporto di Kuala Lumpur, ma il nostro bagaglio non c’è.

Forse è ancora nella pancia del volo per Colombo che non è mai partito. Forse è a Colombo a covarne le famose uova…forse è fermo a mezza via con qualcuno degli altri passeggeri europei…chissà.

Morale: se fossi su un’isola tropicale non mi importerebbe più di tanto, ma sono in città e rivoglio le mie cose, il mio beauty – che già da solo rappresenta un danno di svariate centinaia di euro, tutte le collanine che mi sono comprata…

oppure, per piacere, qualcuno mi telefoni per dirmi che si va di nuovo in vacanza…

Aggiornamento: dopo due giorni di telefonate e mail minacciosa a Kuala Lumpur ieri ho ripreso finalmente il mio zaino.

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