zunino lascia

Per chi non sa proprio chi è di lui si era parlato a proposito dei “Furbetti del quartierino” durante la scalata Antonveneta, non figurava tra i più noti furbi ma tra coloro che insieme a Giampiero Fiorani erano accusati di aver ostacolato l’attività dell’Autorità di vigilanza:

I 19 rinvii a giudizio (17 persone e 2 società) riguardano il nocciolo della contestazione, e cioè l’ ipotesi di reato di concorso nell’ aggiotaggio addebitato non solo al banchiere Fiorani, ma anche a Fazio, che ne avrebbe «suscitato e rafforzato» il «progetto criminoso» ostacolando gli olandesi di Abn Amro, e che invece per i suoi difensori Coppi e Borgogno vede «la sua piena correttezza documentata da numerosi e decisivi elementi di prova già presenti in atti»); all’ ex capo della vigilanza di Bankitalia, Francesco Frasca; al senatore di Forza Italia e oggi neopresidente della Commissione Lavori Pubblici, Luigi Grillo, che si dice convinto «che in dibattimento l’ accusa si scioglierà come neve al sole»; e agli ex vertici di Unipol, Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti, che con la scalata di Fiorani hanno sempre negato di aver a che fare. Altri indagati risponderanno (insieme a Fiorani) di ostacolo alle Autorità di vigilanza, e tra essi l’ immobiliarista Luigi Zunino; mentre l’ unico non rinviato a giudizio, perché la sua posizione viene trasferita per competenza a Lodi, è l’ ex parlamentare Giampiero Beccaria. (Corriere, 24 maggio 2008)

Ieri invece il suo nome è saltato fuori per questo motivo: i pm Roberto Pellicano e Laura Pedio hanno chiesto il fallimento di Risanamento, udienza fissata per il 29 luglio (l’inchiesta è seguita dal procuratore aggiunto Francesco Greco) così Zunino lascia la presidenza del gruppo e al suo posto potrebbe arrivare Salvatore Mancuso.

Luigi Zunino lascia, «al fine di agevolare il processo in corso». Ieri nel corso del consiglio Risanamento convocato d’urgenza l’immobiliarista ha «ritenuto di rimettere tutte le deleghe e rinunciare alla carica di presidente». I poteri passano per il momento al board e per la sostituzione bisognerà attendere vengano individuati un nuovo presidente e un nuovo amministratore delegato. Nel frattempo sarà Umberto Tracanella a svolgere le funzioni di vicepresidente. Un altro consiglio verrà dunque convocato nei prossimi giorni anche per la sostituzione di due consiglieri. (Corriere, 21 luglio 2009)

(ANSA) – MILANO, 21 LUG – Luigi Zunino si e’ dimesso e a breve e’ atteso un rimpasto al vertice del gruppo immobiliare Risanamento.Non si esclude che la guida venga affidata al banchiere Salvatore Mancuso ex numero uno del Banco di Sicilia. Il gruppo e’ impegnato a respingere le accuse della magistratura milanese: i pm hanno avanzato la dichiarazione di fallimento e Zunino, indagato insieme ad altre due persone per bancarotta, deve trovare un accordo con le banche entro il 29 luglio.

Il recupero archittetonico (e immobiliare) dell’ex area Falck nel 20o5 Zunino lo aveva commissionato a Renzo Piano.

Piccola Appendice dei fotoromanzi bancari italiani:

Matteo Arpe – Cesare Geronzi: Cesare Geronzi era Presidente, Matteo Arpe amministratore delegato di Capitalia. Nel 2006 si oppone alla fuzione con Banca Intesa e acquista il 2% delle azioni. Ripa di Meana gli chiede di dimettersi su richiesta di Geronzi, Arpe rifiuta e difende in una lettera la correttezza del suo operato. Alla fine la spunterà Geronzi, mentre Arpe fonderà Sator. Un  piccolo riassunto c’è anche su wikipedia alla voce Matteo Arpe.

Alessandro Profumo – Gianfranco Miccichè (via Cuffaro, Banco di Sicilia): era il 16 gennaio 2008 e Miccichè così riassumeva per le agenzie di stampa:

“Non ho affatto dato – precisa il Presidente dell’Ars – la responsabilità al Presidente Mancuso per le assunzioni al Banco di Sicilia. Ho invece sostenuto che, purtroppo, la classe dirigente di questa Regione ha rovinato il progetto di Mancuso che è, e continua ad essere, un progetto importante per i rapporti del Bds con la nostra Regione. È proprio questo – conclude Miccichè – che va difeso domani all’incontro con Profumo. Va difeso proprio il progetto di Mancuso”.
Una descrizione più estesa della vicenda su l’Espresso a partire da questo articolo del 10 gennaio 2008.

Non fu solo Profumo a chiedere la testa di Miccichè, via Mancuso. In Sicilia Berlusconi appoggiò la candidatura di Raffaele Lombardo alla Regione e adesso Lomabrdo e Miccichè stanno dando battaglia a Roma, con il partito del sud. Contro Cuffaro e Silvio Berlusconi. Miccichè prepara la sua rivincita.

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