buongiorno, a breve

Il mercato dei giustizieri di Massimo Gramellini.

Com’è la vita vista dalle telecamere interne di un supermarket? Più o meno così: due ragazzi di Padova accusati di aver rubato vengono aggrediti dal magazziniere, che ne afferra uno per il collo e lo sbatte sopra la cassa per riempirlo di sberle mentre i clienti continuano a cercare offerte fra gli scaffali.

Ai ladri siamo abituati. Agli indifferenti anche. È l’ira dei giustizieri il vero salto di qualità. La prima ad accorgersene è stata la fiction televisiva con Dexter, il serial killer che fa secchi gli assassini impuniti. È diventato un idolo, l’erede universale del «Giustiziere della notte» e del «Borghese piccolo piccolo». Il milanese di colore che rubava biscotti non è stato ucciso in quanto nero, ma perché rubava biscotti: ci si è buttati sul razzismo per non dover ammettere che la verità fa persino più paura. Naturalmente non tutti aggrediscono il primo mascalzoncello che passa. Ciascuno reagisce in base all’indole. Lo Stato è nato proprio per tenere a bada i maneschi e gli iracondi. Oggi si sta spappolando perché ha perso la forza della legge, al cui posto è cresciuta una percezione diffusa di impunità. Impuniti il ladruncolo e lo spacciatore, ma impuniti anche l’onorevole di Montecitorio e il manager di Wall Street, la cui bramosia non frenata da regole ha prodotto il già tristemente mitico Duemilaotto, che passerà alla storia della finanza creativa come il Quarantotto a quella delle monarchie assolute. Per questo chi chiede più Stato per le strade e in economia non è un nostalgico dell’autoritarismo ma dell’autorevolezza, che è ben altra cosa.

***

Stavo quasi per sottoscrivere questo pezzo di Gramellini, come talvolta mi accade. Invece voglio aggiungere due precisazioni che mi hanno guastato la lettura alla fine del pezzo, che restituisce sempre immagini molto vivide. La prima: intanto il manager di Wall Street non credo resterà impunito. Se il crack Enron insegna qualcosa è che in America gli uomini vengono puniti, è il sistema che si autoperpetua. La seconda: su questo equivoco tra autoritarismo e autorevolezza si sta indulgendo con noi stessi. Questa differenza sembra dissolta nella società e nelle sue regole proprio per mancanza di autorevolezza. Quindi è proprio autoritarismo quello che si chiede, perchè chi lo chiede non conosce la differenza.

E’ anche vero che ci si abitua a qualsiasi cosa. Ci sono tante cose di cui colpevolmente o no, semplicemente non ci accorgiamo. La cosa più faticosa, di questi tempi, sembra accorgersi delle persone gentili.

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