McCain e l’America (tutt’una parola)

Mc Cain è il candidato più anticonformista che il partito repubblicano potesse tirare fuori dal cilindro. Non potrebbe essere in nessun modo il mio candidato. Ma a mio giudizio, lui e la Palin raccontano più realtà di quanto il marketing politico possa fare.
Dopo otto anni di questa amministrazione repubblicana sarebbe giusto che vincessero i democratici. Sempre sovrastimati nei sondaggi, un po’ come la fu sinistra in Italia, secondo me non hanno scelto il candidato giusto. A me piaceva la signora Clinton.
Obama non mi ha ancora convinta. Forse è giusto per la pubblicità di questo tempo ma non è giusto per questo tempo. Durante il suo discorso di accettazione non potevo fare a meno di pensare: perché non dice, anche solo in forma larvale, l’unica cosa vera? Lui ha potuto fare quello che ha fatto perché ha fatto una vita da privilegiato: ha potuto scegliere e ha avuto i soldi per farlo. E potrà dire tutte le cose giuste che vuole sul sogno americano, sull’assistenza sanitaria, i giovani e gli anziani. Ma non ha detto una parola su dove e come troverà i soldi. Anche far diventare proprietari di casa gli americani sembrava un sogno che si è consumato nelle mani dei signori della speculazione finanziaria.

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