35 anni di matrimonio

Confalonieri e Piersilvio […]Prima le città. Poi un giornale. Infine il salto: la Tv.
«Il Cavaliere è partito con Galliani, Dell’Utri, Bernasconi. Io sono entrato più tardi: comunicazione e lobbying».
Dai manovali e dai geometri a star e starlette…
«Silvio si era preso un modello da superare: la Rai. Ci è riuscito. Inventandosi un nuovo mercato, un nuovo settore industriale, una nuova ricchezza anche per il Paese. Dicono che l’ha fatto da pirata, da corsaro? Col cavolo: secondo i precetti del vero liberalismo, è consentito quanto non è espressamente vietato. Questo è il reale spartiacque, anche in politica: Berlusconi parla di mercato non perché l’ha letto sui libri, ma perché è stato la sua vita di ogni giorno. Nei cantieri controllava anche il filo d’erba, negli studi le luci, le scene, i costumi, i dialoghi ».
Però un giorno vi «oscurano »: senza Craxi, il mercato…
«La verità? C’era un oggetto del desiderio: Rete4. L’avevamo comprata da Mondadori, che rischiava di fallire in quell’avventura. E tra parentesi: Berlusconi avrebbe potuto aspettarlo, il fallimento, e portarsela via per due lire».
Chi l’avrebbe voluta?
«Non è un mistero: la sinistra dc. A Ciriaco De Mita sarebbe piaciuta una Rete4 in mano a Calisto Tanzi».
Mentre Craxi tifava per voi.
«Craxi non tifava: Craxi è stato un elemento di modernità. Era l’uomo che avrebbe trattato per Moro, che si è smarcato dal compromesso storico, che ha svegliato l’Italia narcotizzata dai consociativismi. Era il pre-Blair».
E questo c’entra, con il decreto anti-oscuramento?
«Certo. Uno, non ci ha regalato niente, anzi. Due, senza quel decreto sarebbe continuato il monopolio Rai. E comunque: qualcuno ricorda che, la prima volta, fu bocciato? Passò solo quando al Pci fu “data” la terza rete. E alla Dc i pieni poteri del già potentissimo Biagio Agnes».
Perché in Spagna e Francia non avete avuto successo?
«La Spagna veramente va benissimo. In Francia… Ci chiamò Mitterrand. Poi vinse Chirac, e smontò tutto».
Se adesso i francesi subissero la legge del contrappasso? Alitalia, Berlusconi, a loro non la vuole proprio dare. Oppure, lo ammetta: è solo campagna elettorale?
«Ammetto che, se lo fosse, sarebbe comunque geniale. Ma non credo lo sia. Silvio si è impegnato, potrebbe stupirci una volta di più. Poi, obiettivamente: si è mai vista una trattativa così? E Berlusconi un successo l’ha già raggiunto: Air France sta migliorando le sue condizioni».
Raffaella Polato, Corriere dellla Sera, pag. 15

***

Fedele, da 35 anni, fedele a Berlusconi. Qualche tempo fa aveva paragonato il Cavaliere a Lenin.

Cavaliere di Gran Croce, diploma di pianoforte al Conservatorio Verdi di Milano, Fedele sostiene che da Silvio bisogna ancora aspettarsi delle sorprese. Evidentemente, le terrà in serbo tutte per il dopo elezioni.

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