Alitalia come la Sme

Per Silvio Berlusconi, candidato premier del Popolo della Libertà, la vicenda Alitalia ricorda quella della Sme, quando fu costretto ad intervenire per evitare un danno allo Stato, come affermò in udienza al Palazzo di Giustizia di Milano, il 5 maggio 2003. La mancata vendita della Sme (15 giugno 1985) da parte dell’Iri alla Cir di Carlo Debenedetti ha dato luogo alla lunghissima vicenda giudiziaria denominata “Toghe Sporche” in cui sono stati condannati Cesare Previti, Renato Squillante ed Attilio Pacifico. La posizione di Silvio Berlusconi, allora premier, fu stralciata dal processo principale e, lo scorso 30 gennaio 2008, la Cassazione lo ha assolto dall’accusa di falso in bilancio, poiché il reato non esiste più.
Silvio Berlusconi ha testimoniato che l’allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi lo pregò in maniera affettuosa ma pressante di intervenire con la sua concretezza per bloccare un’operazione nata nel segreto e inaccettabile. Altrettanto inaccettabile Berlusconi oggi giudica l’offerta pubblica di acquisto di Air France-Klm su Alitalia e rivendica la propria personale concretezza nell’impegno ad organizzare una cordata di imprenditori italiani che presentino un’offerta alternativa a quella della compagnia francese. Quello che Berlusconi ancora non ha detto è se, anche questa volta, c’è qualcuno che gli abbia chiesto in maniera affettuosa ma pressante di intervenire.

La ricetta del presidente di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta per Alitalia prevede la creazione di un solo Hub a Roma Fiumicino, due miliardi di investimenti, una riduzione della flotta passeggeri e dei cargo, un piano di esuberi di 2100 dipendenti.
Anche il piano di sopravvivenza 2008/2010 presentato dall’ultimo presidente di Alitalia, Maurizio Prato, alla prima riunione del consiglio di amministrazione lo scorso 30 agosto 2007 prevedeva una riduzione di 2000 dipendenti della compagnia e il progressivo abbandono dell’aeroporto di Malpensa in favore di Fiumicino.

Il 13 luglio 2004 l’Unione Europea aveva dato il via libera ad un prestito ponte del governo per concludere la privatizzazione di Alitalia nei successivi sei mesi, oggi Bruxelles non è più disposta ad avallare un intervento economico dello Stato nelle casse di Alitalia. Se la trattativa con Air France-Klm non dovesse andare in porto, Alitalia andrebbe all’asta, al migliore offerente, senza vincoli industriali.

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